Saba Trieste

by Sabinaminuto
Last updated 4 years ago

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Discipline:
Language Arts
Subject:
Poetry

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Saba Trieste

Ho attraversato tutta la città.Poi ho salita un'erta,popolosa in principio, in là deserta,chiusa da un muricciolo:un cantuccio in cui solosiedo; e mi pare che dove esso terminatermini la città. Trieste ha una scontrosagrazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace,con gli occhi azzurri e mani troppo grandiper regalare un fiore;come un amorecon gelosia.Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua viascopro, se mena all'ingombrata spiaggia,o alla collina cui, sulla sassosacima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.Intornocircola ad ogni cosaun'aria strana, un'aria tormentosa,l'aria natia.La mia città che in ogni parte è viva,ha il cantuccio a me fatto, alla mia vitapensosa e schiva."

Come spesso accade in Saba, lo spunto poetico deriva da un'occasione quotidiana, tradotta in versi in uno stile apparentemente semplice e comunicativo, Un passeggiata cittadina attraverso Trieste verso "un'erta" (v. 2) e un "cantuccio" (v. 5) solitari, diventano - nel passaggio tra la prima e la seconda sezione della poesia - occasione per una vera e propria dichiarazione d'amore. "Trieste" (termine collocato in posizione "forte", in apertura del v. 8) diventa un elemento fondamentale a cui il poeta dedica la sua poesia

Trieste

Contenuto

STILE E FIGUREStrofe irregolari di endecasillabi, settenari e quinari. Alcune rime baciate;sono presenti enjambements: "solo/siedo" alliterazioni; "termina/termini" un ossimoro amore/ gelosia;"è come un ragazzaccio aspro (similtudine).

La poesia Trieste di Umberto Saba, contenuta nella sezione Trieste e una donna del Canzoniere, quella che raccoglie i testi composti tra il 1910 e il 1912, incarna il rapporto intenso e il legame inscindibile che l'autore vive con la sua città natale,

La poesia ha una struttura fonica che insiste in particolar modo sull'antitesi tra la "c" e il suono più aspro di "z", "r" ed "s".perchè?

Dal punto di vista lessicale si può notare come Trieste nella prima strofa venga identificata con il termine “la città”, nella seconda assume il nome proprio e nella terza “la mia città”. Questa differenza serve a indicare il passaggio da una visione oggettiva a una soggettiva.

Saba Umberto (Gorizia 1883 - Trieste 1957). Di origine ebraica, rifiutò il cognome del padre -che lo aveva abbandonato - e assunse, in omaggio alla madre, il cognome di Saba ("pane" in ebraico). Fu soldato nella prima guerra mondiale, ma non fu inviato al fronte. Dopo la guerra aprì una libreria antiquaria. "Il canzoniere" (1921) raccoglie tutta la sua produzione poetica di vent'anni. Perseguitato dal fascismo (leggi razziali), ebbe anche forti crisi nervose che dovette curare con intense sedute psicoanalitiche. Rifugiato Parigi fu protetto da Montale e da altri intellettuali antifascisti. Una seconda edizione del "Canzoniere" è del 1948. Nel 1953 fu ricoverato in clinica per un periodo. La sua raccolta di poesie è molto vasta, molto spesso descrive aspetti aspetti di vita quotidiana, come in "Città vecchia".


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