il mito della guerra di umberto galimberti

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by giammy98
Last updated 5 years ago

Discipline:
Social Studies
Subject:
World War I

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il mito della guerra di umberto galimberti

IL MITO DELLA GUERRA

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Giovanni paolo II ha espresso tutto il suo timore per questo silenzio che puo' generare perplessita' e scandalo. Egli riprendendo il profeta Isaia che fa riferimento al Dio biblico che si chiude nel silenzio perche' le azioni umane non sono ne' buone per sollecitare la sua benedizione e neanche cattive per provocare la sua maledizione, bensì "PERVERSE". Questa perversione ammutolisce Dio che rimane un impassibile testimone dello spettacolo del male. Un male che e' per lo piu' RADICALE, cioe' quello che antecede la distinzione stessa tra il bene e il male, perche' lo spettacolo che ne segue ha il totale sapore di INSENSATEZZA.

"LA guerra e' un inferno ma bello"Essa esprime i toni alti ed eroici della vita; possiede capacita' di eccitare e conferisce un'allucinazione di potere. IL MITO DELLA GUERRA puo' dare a chi attribuisce scarso significato alla propria esistenza, uno scopo, un senso. Il mito della guerra affascina sì ma per far cio' deve nascondere il TERRORE. "La guerra sospende il pensiero autocritico e diventa una divinita' che per adorarla esige sacrifici umani.

La guerra e' "necrofila" perche' richiede a ciascun combattente una certa familiarita' con la propria morte. Per Freud le passioni sfrenate che si scatenano nella guerra sono EROS E THANATOS. esiste una notevole connessione tra la violenza della guerra e la violenza sessuale. Infatti il sesso casuale e frenetico diventa assai frequente in tempo di guerra fino a trasformarsi in perversione. Anche i Greci lo avevano capito in quanto di diceva che Afrodite fosse diventata l'amante di Ares ( il dio della guerra). La guerra a lungo andare diventa come una droga e chi ne esce reduce continua ad avere problemi di natura psichiatrica, perche', come ci ricorda Platone:" SOLO I MORTI HANNO VISTO LA FINE DELLA GUERRA"

Per apparire giusta spesso la guerra viene caricata di sacralita' coinvolgendo la vera e propria IDENTITA' dei belligeranti. Gli uomini hanno spesso trascinato Dio nei loro conflitti perche' sembra dare l'impressione di aumentare la forza e la violenza, soprattutto nelle religioni monoteiste in cui domina un PRINCIPIO DI INTOLLERANZA. Per questo le guerre in cui i contendenti si sentono assistiti dall'unico Dio onnipotente sono tutte guerre sante. Questo richiamo a Dio, spesso presente nei discorsi di Bush e Bin Laden aveva il solo scopo di eccitate gli animi dei rispettivi popoli col furore che la sacralita' scatena, evocando identita", senso di appartenenza e fede.

Autore: Umberto Galimberti

LA GUERRA SANTA era comune tanto al mondo islamico quanto all'occidentale cristiano e poneva le proprie radici nell'antica cultura ebraica il cui Dio e' un Dio di guerra. Essa non e' una semplice prerogativa del mondo islamico e neanche un'arretratezza medievale, dato che percorre l'intero arco della storia moderna, ma e' un tratto tipico delle religioni monoteiste che trovano in Dio la giustificazione anche dei peggiori delitti compiuti. L'islam e' ancora immerso nella dimensione simbolica, la piu' terribile perche' i simboli lavorano con la legge del tutto o nulla, categoria che prevede solo SALVEZZA O DANNAZIONE. L'Occidente invece e' appena uscito dalla dimensione simbolica ed e' approdato all uso illuministico della ragione.

L'atrocita' della guerra

L'estetica della guerra

Il silenzio di Dio

La guerra santa

La sacralita' della guerra


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